Fringe benefit: cosa sono e quali sono i vantaggi per l'azienda

I fringe benefit sono compensi in natura che il datore di lavoro elargisce ai propri lavoratori oltre allo stipendio in busta paga. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta


Tra le iniziative adottate oggi dalle imprese al fine di migliorare il benessere dei propri dipendenti si trovano i cosiddetti fringe benefits. Ma di cosa si tratta? E perché le aziende dovrebbero decidere di erogarli? E ancora, quali sono i vantaggi? In questo articolo troverai tutte le informazioni utili sull’argomento e tutte le risposte alle domande più comuni, dalla differenza con i flexible benefits fino alla tassazione prevista dalla normativa in vigore. Iniziamo!

Che cosa sono i fringe benefit e come funzionano

Letteralmente vuol dire “beneficio marginale”, ma quando si parla di fringe benefit ci si riferisce a compensi in natura destinati ai dipendenti di un’azienda in aggiunta alla retribuzione prevista dal contratto di lavoro in busta paga. In altre parole, si tratta di un tipo di retribuzione che non viene corrisposta in denaro ma sotto forma di beni e servizi. Questo tipo di bonus può essere inserito nel quadro generale delle forme di retribuzione di tipo incentivante poiché si tratta di fatto uno strumento essenziale per valorizzare la prestazione dei dipendenti


Ma come funzionano? A differenza del welfare aziendale che per legge deve essere riconosciuto a una categoria di dipendenti o alla generalità, i fringe benefit possono essere corrisposti anche al singolo dipendente in accordo con il datore di lavoro. A seconda del modo in cui vengono utilizzati si possono categorizzare in:

  • Uso aziendale: pensati per essere utilizzati solo ed esclusivamente in ambito professionale;

  • Uso personale: i benefit sono specificatamente indicati per un utilizzo all’interno della sfera personale;

  • Uso promiscuo: i benefit erogati possono rivelarsi utili sia in ambito privato che lavorativo.

Alcuni esempi di fringe benefit

Tra i fringe benefit più diffusi rientrano soluzioni, iniziative e prodotti come:

  • telefono cellulare

  • tablet

  • previdenza sociale

  • viaggi studio

  • assicurazione sanitaria


Ma se la definizione di fringe benefit non dovesse essere ancora chiara, ecco alcune informazioni più dettagliate e alcuni esempi pratici che ti aiuteranno a capire di cosa si tratta nello specifico.


L'auto aziendale come fringe benefit: cos'è e come si calcola

Tra i benefit più apprezzati dai dipendenti c’è senza ombra di dubbio la concessione di un’auto aziendale ad uso promiscuo. Il dipendente che la riceve come premio, quindi, potrà utilizzarla sia per scopi personali sia per recarsi sul luogo di lavoro e per partecipare a eventi aziendali, convegni e appuntamenti con clienti. Nell’articolo 51, comma 4, lettera A il TUIR disciplina i criteri per calcolare la misura in cui l’utilizzo promiscuo dell’auto concorre a formare il reddito da dipendente.


Ecco alcune informazioni che possono tornare utili quando il fringe benefit è corrisposto sotto forma di auto aziendale. In questo caso, il benefit ha natura forfettaria e non è quindi collegato né agli eventuali costi a carico del dipendente (carburante, manutenzione, pneumatici, bollo, assicurazione RCA) né ai chilometri percorsi (per fare un esempio pratico, la tassazione non cambia tra chi percorre 20000 km in un anno e chi ne percorre 40000). Inoltre, nonostante il fringe benefit auto aziendale sia stabilito su base annuale, deve essere assoggettato mese per mese a tassazione ed esposto nel cedolino


Ma come si fa il calcolo del fringe benefit sulle auto aziendali? È necessario considerare due aspetti principali:

  • il chilometraggio standard definito dalla normativa, che equivale a 15000 km

  • il costo chilometrico di esercizio della vettura, che viene indicato nelle tabelle che l’ACI pubblica annualmente sulla Gazzetta Ufficiale


Il rimborso chilometrico fa parte dei costi di impresa ed è quindi deducibile. Ti invitiamo a consultare il portale ACI per conoscere limiti ed eccezioni.


I buoni pasto

Un altro tipo di fringe benefit utilizzato in larga scala dalle aziende è quello che prevede l’emissione di buoni pasto, che permettono al dipendente di utilizzarli in maniera autonoma presso ristoranti, bar, tavole calde e supermercati. Quali sono le caratteristiche principali dei buoni pasto?

  • Non possono essere convertiti in denaro. Questo perché rappresentano un benefit erogato in sostituzione del servizio mensa aziendale

  • Non possono essere ceduti a terzi

  • Hanno una scadenza

  • Sono esenti da oneri previdenziali e fiscali (entro 4 euro al giorno in caso di buoni cartacei e 8 euro al giorno in caso di buoni elettronici o digitali)


I buoni spesa

I buoni spesa, chiamati anche buoni acquisto o buoni regalo, a differenza dei buoni pasto hanno un importo variabile e permettono al dipendente che li riceve e ai suoi famigliari di utilizzarli per beni e servizi di diversa natura. Quindi gli acquisti non devono necessariamente limitarsi ai generi alimentari, ma possono comprendere anche prodotti per la cura della persona o della casa, giochi per bambini, vestiti e molto altro ancora.

Differenza tra fringe benefit e flexible benefit

La differenza tra fringe benefit e flexible benefit sta principalmente nel trattamento fiscale:

  • I fringe benefit possono essere destinati a categorie non omogenee di collaboratori e per tutto il 2024 hanno una soglia di esenzione massima di 1.000€ anno/dip., che si innalza a 2.000€ per i soli lavoratori con figli fiscalmente a carico (con la Legge di Bilancio 2024, la soglia di esenzione aumenta per l'anno 2024)

  • I flexible benefits sono complementari alla retribuzione di base del lavoratore. Devono essere emessi per categorie omogenee di dipendenti e, salvo alcune eccezioni, non hanno soglie di esenzione

Fringe benefit: quali sono i vantaggi per l'azienda

Investire nel capitale umano è sempre una buona idea e non fa che aumentare la godibilità di un ambiente di lavoro. E i fringe benefits rappresentano dei bonus che si traducono in dipendenti più appagati e di conseguenza in:

  • forza lavoro più motivata e meno stressata

  • aumento della produttività e della soddisfazione del personale

  • riduzione del turnover aziendale e dell’assenteismo

  • aumento della fiducia nei confronti dell’azienda

  • acquisizione di nuovi talenti

  • maggiore competitività

  • vantaggi e agevolazioni fiscali

La tassazione dei fringe benefit

E per quanto riguarda la tassazione dei fringe benefit? I fringe benefit concorrono a formare il reddito imponibile IRPEF del periodo di imposta quando l’importo supera la soglia di 258,23 euro. In caso contrario, quando perciò tale limite non viene superato, le imposte non vengono applicate.
Per il 2024, grazie alla Legge di Bilancio 2024, la soglia di esenzione aumenta a 1.000€ anno/dip., che si innalza a 2.000€ per i soli lavoratori con figli fiscalmente a carico.


Una novità introdotta nel 2022 e mantenuta anche nel 2023 era la possibilità, per il datore di lavoro, di erogare buoni carburante del valore massimo di 200 euro per ogni lavoratore senza che questi vengano considerati reddito da lavoro dipendente.

Per il 2024 la novità introdotta, invece, riguarda la possibilità, per il datore di lavoro, di attivare, per TUTTI i dipendenti, il rimborso delle utenze domestiche di luce, acqua e gas naturale (no GPL), delle spese sostenute per l’affitto e degli interessi sul mutuo della prima casa.