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Mensa esentasse per il dipendente

Testata: Italia Oggi
Data: 04/12/06
Autore:
Pagina: 20-20
Sezione: Contabilità

Fornitura del pasto tramite mensa aziendale sempre esentasse per il dipendente. Lo stesso dicasi per la fruizione del servizio mensa tramite card elettronica, indipendentemente dall'eventuale superamento del limite giornaliero di euro 5,29.
In genere la somministrazione avviene tramite un servizio mensa, organizzato direttamente dall'impresa o affidato in gestione a terzi. In tale ambito, le ipotesi possono essere le più variegate. Per esempio, l'impresa può effettuare una gestione diretta e integrale del servizio, ovvero ricorrere all'acquisto di ´semilavorati' (cibi precotti) e procedere alla fornitura del pasto, oppure appaltare a terzi la somministrazione del vitto. In tal caso, inoltre, si può procedere all'accordo con altre imprese per la realizzazione di mense interaziendali o ancora stipulare contratti di convenzione con pubblici esercizi. Elemento comune alle fattispecie sopra elencate è comunque l'esclusione integrale dalla tassazione della somministrazione del vitto a favore del dipendente, indipendentemente dal superamento o meno del limite di euro 5,29, previsto per i ticket restaurant. È infatti l'interesse contrapposto tra impresa e lavoratore dipendente a fungere da naturale calmiere contro eventuali operazioni elusive, volte ad aumentare il compenso in natura del dipendente senza dover sottostare a tassazioni aggiuntive. Infine, proprio per evitare possibili manovre elusive, l'amministrazione finanziaria richiede che i servizi mensa non possono essere riconosciuti ´ad personam', ma debbano riguardare la generalità dei dipendenti o, quanto meno, intere categorie omogenee di esse.

Il datore di lavoro non è vincolato da alcun obbligo nella scelta del sistema, ma può liberamente optare per la procedura che meglio si adatta alle sue esigenze. Addirittura si può optare per una combinazione fondata su due sistemi. Per esempio, per i lavoratori di un dato reparto può essere prevista l'assegnazione di buoni pasto, mentre per i lavoratori di un altro reparto il funzionamento di un servizio mensa interno all'azienda. Il tutto, come detto, in funzione delle necessità organizzative del datore di lavoro e degli orari di lavoro prescelti per i vari reparti. Condizione irrinunciabile, pena la perdita dell'esenzione da imposte e oneri contributivi, è la previsione del servizio per la generalità dei dipendenti o per reparti aziendali omogenei, senza differenziazioni ingiustificate all'interno degli stessi, che potrebbero celare degli incentivi retributivi esentasse. La risoluzione ministeriale n. 63/E del 17 maggio 2005 ha infine equiparato al servizio di mensa aziendale la consegna ai dipendenti di una card elettronica che consente di accedere al servizio di mensa stesso. Ne deriva quindi una sostanziale differenza della card rispetto al ticket restaurant: la prima non deve rispettare il limite di euro 5,29 previsto invece per i buoni pasto.